Diia apre quattro nuove categorie di domande al Registro internazionale dei danni per l'Ucraina
Il portale statale ucraino Diia ha lanciato quattro nuove categorie di domande (A4.1, A4.2, A2.10, A3.7) per il Registro internazionale dei danni per l'Ucraina (RD4U), con sede all'Aia. Le nuove categorie permettono di documentare la perdita di accesso all'assistenza medica e all'istruzione, altre violazioni del diritto internazionale — tra cui il rifiuto di accesso ad aiuti umanitari, acqua, riscaldamento o elettricità, l'imposizione della cittadinanza russa e l'uso di civili come scudi umani — e altre perdite economiche non coperte dalle categorie esistenti.
Punti chiave
- Quattro nuove categorie di domande (A4.1, A4.2, A2.10, A3.7) sono state aperte sul portale Diia per il Registro internazionale dei danni per l'Ucraina (RD4U).
- A4.1 — perdita di accesso all'assistenza medica quando cure o interventi chirurgici risultano impossibili a causa di ospedali distrutti, personale sanitario assente o impossibilità di raggiungere una struttura.
- A4.2 — perdita di accesso all'istruzione per danni a edifici scolastici, occupazione, pericolo di vita o impossibilità di studiare a distanza.
- A2.10 — altre violazioni del diritto internazionale: accesso limitato ad aiuti umanitari, acqua, riscaldamento o elettricità, imposizione della cittadinanza russa, uso di civili come scudi umani.
- A3.7 — altre perdite economiche: perdita del sostegno materiale per morte o scomparsa di un familiare, spese mediche o funerarie, perdita di beni mobili di valore o di asset di lavoratori autonomi (FOP).
- Per presentare la domanda occorre accedere al portale Diia, selezionare la categoria, compilare il modulo, allegare le prove disponibili, firmare e inviare; la domanda viene inoltrata automaticamente al Registro.
Perché è importante
L'ampliamento delle categorie copre perdite precedentemente difficili da quantificare — come la perdita di accesso alle cure mediche e all'istruzione — e introduce formalmente come violazioni del diritto internazionale l'imposizione della cittadinanza russa e l'uso di civili come scudi umani. In questo modo si rafforza la base documentale destinata a sostenere il futuro meccanismo internazionale di risarcimento, che nella fase finale dovrà essere finanziato dalla Russia.
Che cosa è successo
Il portale Diia ha attivato quattro nuove categorie di domande per il Registro internazionale dei danni per l'Ucraina (RD4U), l'organismo creato da Ucraina, UE e altri 43 Paesi con sede all'Aia nell'ambito del Consiglio d'Europa.
La categoria A4.1 («Perdita di accesso all'assistenza medica») copre i casi in cui cure o interventi chirurgici sono stati impossibili per un periodo prolungato a causa di ospedali distrutti, assenza di personale medico o impossibilità di raggiungere una struttura sanitaria. La categoria A4.2 («Perdita di accesso all'istruzione») riguarda i casi legati a danni agli edifici scolastici, occupazione, pericolo di vita o impossibilità di studiare a distanza.
La categoria A2.10 («Altre violazioni del diritto internazionale») raccoglie casi non coperti dalle altre categorie, tra cui l'accesso limitato ad aiuti umanitari, acqua, riscaldamento o elettricità, l'imposizione forzata della cittadinanza russa e l'uso di civili come scudi umani. La categoria A3.7 («Altre perdite economiche») include la perdita del sostegno materiale dovuta alla morte o alla scomparsa di un familiare, le spese mediche o funerarie e la perdita di beni mobili di valore o dei beni di lavoratori autonomi (FOP).
Per presentare la domanda l'utente deve accedere al portale Diia, aprire la sezione «Riparazioni: Registro internazionale dei danni», selezionare la categoria pertinente, compilare il modulo, allegare le prove disponibili, firmare e inviare: la domanda viene quindi inoltrata automaticamente al Registro internazionale dei danni.
Il servizio è implementato dal Ministero della Trasformazione Digitale e dal Ministero della Giustizia ucraini, con il supporto del Programma svizzero-ucraino EGAP.
Come la raccontano le fonti ucraine
Tutte le fonti fornite sono ucraine e in lingua ucraina: inquadrano il lancio come un ampliamento dei servizi per le vittime dell'aggressione russa. Le testate sottolineano il ruolo del portale Diia e delle istituzioni nazionali coinvolte — Ministero della Trasformazione Digitale, Ministero della Giustizia e Ufficio dell'Ombudsman — e puntano in apertura sull'esperienza concreta dell'utente: quali categorie sono state aperte e come presentare la domanda tramite Diia. La copertura attribuisce esplicitamente i danni documentati all'aggressione russa e presenta il Registro come la base del futuro meccanismo di risarcimento che dovrà essere pagato dalla Russia.
Dove le versioni divergono
Le fonti divergono su quando il RD4U abbia iniziato a operare: alcune indicano il 2023 sotto l'egida del Consiglio d'Europa, altre l'aprile 2024. Differenze anche sul numero cumulativo di domande: un gruppo cita quasi 150.000 domande alla fine di aprile 2026, un altro quasi 180.000 a metà agosto (anno non specificato).
Contesto
Il Registro internazionale dei danni per l'Ucraina (RD4U) è stato creato da Ucraina, UE e altri 43 Paesi, con sede all'Aia. L'accordo è stato firmato il 17 maggio 2023 da oltre 40 Stati membri del Consiglio d'Europa, oltre a Stati Uniti, Giappone e Canada. Il RD4U raccoglie, conserva e sistematizza le domande relative ai danni causati dall'aggressione russa, ma non effettua pagamenti di risarcimento.
Alla fine di aprile 2026 il RD4U aveva ricevuto quasi 150.000 domande in 21 categorie aperte, con circa 200 nuove domande al giorno; il totale previsto è di 6–8 milioni. È prevista una Commissione di compensazione per esaminare le domande e valutare l'importo effettivo dei danni, sostenuta dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa e ratificata dalla Verkhovna Rada; il pagamento da parte della Russia è previsto nella terza fase del meccanismo.
L'Ucraina gestisce inoltre dal 2022 un Registro nazionale dei beni danneggiati e distrutti, i cui dati alimentano in parte il RD4U. Il servizio Diia è implementato dal Ministero della Trasformazione Digitale e dal Ministero della Giustizia ucraini, con il supporto del Programma svizzero-ucraino EGAP.