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Gli USA revocano temporaneamente le sanzioni sul diesel russo, Zelensky parla di "regalo a Putin"

Il 9 ottobre il presidente Donald Trump ha annunciato un accordo telefonico con Vladimir Putin per la fornitura di milioni di tonnellate di diesel russo, seguito da una licenza generale temporanea del Tesoro americano. Zelensky ha criticato duramente la decisione, definendola "unregalo a Putin" e "una debolezza evidente che favorisce la Russia", mentre un alto funzionario ucraino ha promesso che Kiev continuerà a colpire le raffinerie russe con i droni a lungo raggio.

Punti chiave

  • Il 9 ottobre Trump ha annunciato una telefonata "estremamente produttiva" con Putin e un accordo per milioni di tonnellate di diesel russo
  • Il Tesoro USA ha emesso la licenza generale n. 135, valida fino al 17 aprile 2027, che autorizza l'importazione di diesel russo
  • Zelensky ha definito la decisione "non equa e non onesta", "debolezza evidente" e "regalo di compleanno per Putin"
  • Un alto funzionario ucraino ha dichiarato alla Financial Times: "Bruceremo le loro raffinerie"
  • Il Congresso USA aveva vietato le importazioni di energia russa nell'aprile 2022, e la revoca presidenziale richiede condizioni specifiche e una finestra di 90 giorni
  • L'aiutante di Putin Yuri Ushakov ha riferito che il leader russo ha rifiutato colloqui di pace durante la telefonata
  • Democratici e alcuni Repubblicani in Congresso hanno criticato la mossa come tradimento dell'Ucraina e degli alleati

Perché è importante

La decisione capovolge di fatto il divieto congressuale del 2022 sulle importazioni di energia russa, raccogliendo critiche bipartisan a Washington e una ferma condanna da Kiev. Zelensky ha inquadrato la mossa come un regalo a Putin che finanzierà la guerra russa, segnalando una nuova frizione nei rapporti USA-Ucraina proprio mentre sono in corso colloqui di pace. Un alto funzionario ucraino ha promesso di continuare a colpire le raffinerie russe, indicando che l'accordo USA-Russia non produrrà una de-escalation sul terreno. Analisti legali e alcuni legislatori mettono in dubbio che la licenza del Tesoro prevalga sul divieto del 2022, lasciando l'applicabilità dell'intesa incerta.

Che cosa è successo

Il 9 ottobre il presidente americano Donald Trump ha annunciato di aver avuto una conversazione "estremamente produttiva" con il presidente russo Vladimir Putin, al termine della quale i due hanno concordato sulla fornitura di diversi milioni di tonnellate di diesel russo al mercato mondiale. Subito dopo, il Dipartimento del Tesoro americano, attraverso l'Ufficio per il controllo dei beni esteri (OFAC), ha emesso la licenza generale temporanea n. 135, che autorizza fino al 17 aprile 2027 la vendita, la consegna, lo scarico e l'importazione di diesel di origine russa negli Stati Uniti.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo un incontro a Kiev con una delegazione del Congresso USA, ha criticato duramente la decisione. In un'intervista telefonica con Axios ha definito la revoca delle sanzioni "non equa e non onesta", "debolezza evidente che favorisce la Russia" e "regalo di compleanno per Putin", sostenendo che fornirà all'aggressore ulteriori miliardi per continuare la guerra.

Un alto funzionario ucraino, citato dalla Financial Times, ha dichiarato che Kiev continuerà a colpire le raffinerie russe con droni a lungo raggio, aggiungendo: "Bruceremo le loro raffinerie". Yuri Ushakov, aiutante di Putin, ha riferito che durante la telefonata il leader russo ha rifiutato la possibilità di colloqui di pace, insistendo sul proseguimento delle azioni militari fino alla capitolazione dell'Ucraina.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine inquadrano la mossa come una concessione unilaterale a Putin, sottolineando le dure parole di Zelensky ("decisione debole", "regalo di compleanno per Putin", "non equa e non onesta"). Mettono in primo piano la promessa di un alto funzionario ucraino di continuare a colpire le raffinerie russe, presentando l'accordo come inefficace per la de-escalation. Evidenziano inoltre le critiche provenienti da Democratici e da alcuni Repubblicani al Congresso USA, dipingendo la decisione come controversa nel sistema politico americano. Sottolineano infine che Putin ha rifiutato i colloqui di pace durante la telefonata, rimarcando come la concessione non abbia prodotto alcun progresso diplomatico.

Dove le versioni divergono

Le fonti riportano due divergenze principali. La prima riguarda la legalità della licenza del Tesoro: Суспільне Новини e ZN.UA riferiscono che un provvedimento del Tesoro non può prevalere sulla legge federale del 2022, che consente al Presidente di revocare il divieto solo a condizioni specifiche (ritiro delle truppe russe, cessazione delle minacce alla NATO, riconoscimento del diritto degli ucraini di scegliere il proprio governo) e con una finestra di 90 giorni più l'eventuale blocco congressuale. La seconda divergenza riguarda i volumi effettivamente disponibili: Українська правда e ZN.UA citano l'analista Gregory Brew di Eurasia Group, secondo cui le forniture immediate annunciate rappresentano meno del 2% della produzione americana di diesel (3,6 milioni di barili al giorno) ed esprime dubbi sul fatto che la Russia riprenda le esportazioni senza una pausa negli attacchi ucraini alle raffinerie, mentre Trump presenta l'intesa come milioni di tonnellate fornite rapidamente.

Contesto

Nell'aprile 2022 il Congresso americano aveva vietato le importazioni di risorse energetiche russe, incluso il diesel, prevedendo condizioni molto strette per un'eventuale revoca presidenziale. La Russia ha vietato completamente le esportazioni di diesel a luglio, e il vicepremier Alexander Novak ha annunciato che la Russia ha iniziato a importare carburante, sollevando dubbi sulla capacità di Mosca di fornire rapidamente i volumi promessi. Il 13 settembre Trump aveva pubblicamente esortato l'Ucraina a non colpire le raffinerie russe, attribuendo a quegli attacchi la penuria di carburante. A settembre Trump ha firmato la legge Lindsey Graham sulle sanzioni contro la Russia, ma la maggior parte delle sue disposizioni entra in vigore solo il 18 ottobre e la legge consente eccezioni presidenziali.