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Gli attacchi russi hanno distrutto 800mila m² di magazzini in Ucraina

Tra luglio e settembre 2026, gli attacchi russi hanno distrutto circa 800mila metri quadrati di spazi di magazzino in Ucraina. La Banca nazionale ha registrato 153 attacchi mirati a strutture di stoccaggio, mentre imprese e consumatori subiscono interruzioni delle forniture, maggiori costi logistici e pressione sui prezzi.

Punti chiave

  • Distrutti circa 800mila m² di magazzini in Ucraina tra luglio e settembre 2026
  • Registrati 153 casi di danneggiamento mirato a strutture di magazzino
  • Le perdite totali di spazi di magazzino dal 2022 raggiungono 2,1 milioni di m²
  • Sul territorio di Kyiv è andato perso il 34% degli immobili adibiti a magazzino nel 2026
  • L’affitto di magazzini di qualità è aumentato del 12-13% in pochi mesi
  • La Banca nazionale stima che attacchi e blocco portuale aggiungano circa 0,7 punti all’inflazione annua
  • Le possibili perdite di ricavi/export ucraini nel 2026 sono stimate in 6,6 miliardi di dollari

Perché è importante

La distruzione degli spazi di stoccaggio compromette le reti di magazzinaggio e consegna: le imprese devono distribuire gli inventari, modificare i percorsi e trasportare merci in lotti più piccoli. La riduzione delle scorte e le interruzioni delle forniture creano scarsità e pressione sui prezzi, mentre l’aumento dei costi logistici si trasferisce in parte sui consumatori. Secondo la Banca nazionale, l’intensificazione degli attacchi e il blocco dei porti potrebbero aggiungere circa 0,7 punti percentuali all’inflazione annua.

Che cosa è successo

La Banca nazionale dell’Ucraina ha incluso nel suo rapporto inflazioneistico di ottobre i dati sulla distruzione di strutture di magazzino. Tra luglio e settembre 2026 sono andati perduti circa 800mila m² di spazi di magazzino, e sono stati registrati 153 attacchi mirati. Le imprese hanno dovuto spostare gli stock su più magazzini più piccoli, riorganizzare i percorsi di trasporto e spedire prodotti in lotti minori. L’affitto di magazzini di qualità è salito del 12-13% in pochi mesi, mentre a Kyiv e in altre città si sono registrate interruzioni nella disponibilità dei prodotti.

Gli effetti economici si estendono oltre il settore dei magazzini. La Banca nazionale prevede un’accelerazione dell’inflazione annua al 12,5% entro la fine del 2026, a cui contribuisce anche il blocco dei porti. La perdita complessiva stimata di ricavi export nel 2026 è di 6,6 miliardi di dollari: 4,6 miliardi riguarderebbero le minori vendite di prodotti agricoli, 600 milioni il calo dell’esportazione di minerali di ferro e 1,4 miliardi la sospensione degli impianti metallurgici. Nel 2027 i mancati incassi export potrebbero aumentare fino a 7,2 miliardi di dollari.

Come la raccontano le fonti ucraine

Il dibattito ucraino si concentra sulla distruzione dell’infrastruttura di magazzino e sui effetti diretti per imprese, logistica, affitti, disponibilità dei prodotti e prezzi al consumo. Particolare attenzione ricevono la valutazione della Banca nazionale sull’inflazione e le previsioni sulle perdite di ricavi export. I resoconti evidenziano inoltre il sostegno del governo alle imprese costrette a trasferirsi dai magazzini distrutti e i disagi segnalati a Kyiv e in altre città.

Dove le versioni divergono

Le stime sull’aumento dei prezzi alimentari divergono nettamente: Taras Vysotsky ha valutato una crescita di circa il 2,5%, mentre un rappresentante del mondo imprenditoriale ha ipotizzato aumenti fino al 15%.

Contesto

La stima delle perdite di magazzino copre il periodo luglio-settembre 2026 ed è contenuta nel rapporto inflazioneistico di ottobre della Banca nazionale dell’Ucraina. Le perdite complessive di spazi di stoccaggio dal beginning dell’invasione su vasta scala hanno raggiunto 2,1 milioni di m². Sul territorio di Kyiv è andato perso il 34% degli immobili adibiti a magazzino nel 2026. Le conseguenze segnalate comprendono anche il blocco dei porti e la sospensione della produzione metallurgica.