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Zelensky firma la legge contro i call center truffa e annuncia il ritorno delle dichiarazioni patrimoniali per le forze dell'ordine

Il 16 settembre 2026 il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato il ripristino delle dichiarazioni patrimoniali obbligatorie per gli agenti delle forze dell'ordine e i rappresentanti delle Forze di sicurezza non impegnati al fronte, e ha firmato una legge che introduce la responsabilità penale per i call center truffaldini. Ha inoltre incaricato il primo ministro Serhij Korets'kyj di verificare tutti i capi degli organi esecutivi centrali.

Punti chiave

  • Zelensky ha annunciato il ritorno delle dichiarazioni patrimoniali per le forze dell'ordine e delle Forze di sicurezza non in prima linea, in misura sufficiente a controllarne il patrimonio e lo stile di vita.
  • Il presidente ha incaricato il primo ministro Serhij Korets'kyj di verificare tutti i dirigenti degli organi esecutivi centrali, nominati e ad interim, compresi il servizio fiscale, l'ARMA e varie ispezioni statali.
  • Zelensky ha chiesto di accelerare il rinnovamento di imprese statali come «Lisіv Ukrainy» ed «Energoatom», sull'esempio di «Ukrnafta» e «Naftogaz».
  • La Verkhovna Rada ha approvato il disegno di legge n. 10190 sulla responsabilità penale per i call center truffaldini con 313 voti favorevoli.
  • La legge introduce nel Codice penale il nuovo reato di «frode elettronico-comunicativa», con pene da 3 a 8 anni, da 5 a 10 per recidiva, da 7 a 12 durante la legge marziale.
  • Per organizzazione e guida di un gruppo truffaldino sono previsti 7–12 anni con confisca dei beni; 5–10 anni per i partecipanti.
  • Zelensky ha dichiarato che il deficit di bilancio in tempo di guerra è consistente e che ogni decisione che lo riduce sostiene la difesa del paese.

Perché è importante

Le decisioni del 16 settembre riportano sotto sorveglianza antiriciclaggio e anticorruttiva una parte consistente del settore della sicurezza rimasta finora esente, in particolare gli agenti non impegnati al fronte. La mossa risponde a condizioni poste dal FMI e dal programma Ukraine Facility dell'UE, oltre a essere collegata all'urgenza di bilancio in tempo di guerra. La legge sui call center truffaldini, nel frattempo, eleva le pene fino a 12 anni e alla confisca dei beni.

Che cosa è successo

Il 16 settembre 2026 il presidente Volodymyr Zelensky, nel suo discorso serale, ha annunciato una serie di iniziative anticorruzione e di stabilizzazione del bilancio. Ha comunicato la preparazione di una decisione per ripristinare le dichiarazioni patrimoniali obbligatorie per le forze dell'ordine e i rappresentanti delle Forze di sicurezza non impegnati nelle operazioni di combattimento, in misura sufficiente a controllarne il patrimonio e lo stile di vita.

Lo stesso giorno Zelensky ha firmato la legge n. 10190, approvata dalla Verkhovna Rada con 313 voti, che introduce nel Codice penale ucraino il reato di «frode elettronico-comunicativa» e prevede pene detentive graduate: da 3 a 8 anni per il reato base, da 5 a 10 anni in caso di recidiva, da 7 a 12 anni durante la legge marziale, da 7 a 12 anni con confisca dei beni per chi organizza o dirige un gruppo truffaldino, da 5 a 10 anni per i semplici partecipanti. È prevista un'attenuante per i partecipanti che autodenuncino l'organizzazione prima di un sospetto formale.

Il presidente ha inoltre incaricato il primo ministro Serhij Korets'kyj di avviare una verifica di tutti i capi degli organi esecutivi centrali, inclusi quelli ad interim, con particolare attenzione al servizio fiscale, all'ARMA (Agenzia per la ricerca e la gestione dei beni) e a varie ispezioni considerate ad alto rischio di corruzione. Ha esortato il governo ad accelerare il rinnovamento di imprese statali come «Lisіv Ukrainy» ed «Energoatom», sull'esempio dei processi avviati in «Ukrnafta» e «Naftogaz». Zelensky ha motivato il pacchetto anche con l'esigenza di ridurre il significativo deficit di bilancio durante la legge marziale.

Come la raccontano le fonti ucraine

Tutte le fonti sono ucraine e inquadrano il pacchetto come iniziativa interna di lotta alla corruzione e stabilizzazione del bilancio. Zelensky è presentato come attore centrale e il suo discorso serale del 16 settembre come veicolo dell'annuncio. La legge sui call center viene collegata alle recenti operazioni di polizia (411 perquisizioni e 94 call center chiusi) e all'operazione «Cartagine» di NABU e SAP sul presunto «tutelage» di una rete truffaldina da parte di un funzionario dell'Ufficio del procuratore generale. Il filo conduttore è l'urgenza fiscale, sottolineata dalle stesse parole del presidente sul deficit di bilancio e sul sostegno alla difesa.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le fonti fornite sono esclusivamente ucraine e non propongono una cornice internazionale distinta. È tuttavia noto — e riportato dal materiale — che il ripristino e l'ampliamento delle dichiarazioni patrimoniali è condizione esplicita negli accordi dell'Ucraina con il FMI e nell'ambito del programma UE Ukraine Facility, e che dopo l'operazione «Cartagine» l'Unione Europea ha dichiarato che gli organi anticorruzione ucraini devono poter operare senza ostacoli.

Dove le versioni divergono

Le fonti presentano lievi varianti ortografiche nei nomi delle imprese statali citate da Zelensky — «Lesy Ukrainy» / «Lisiv Ukrainy» / «Lisy Ukrainy» / «Forests of Ukraine», «Ukrnafta» / «Uknafta», «Naftogaz» — talvolta omettendo l'articolo determinativo. Discrepanza anche sulle pene massime per i call center truffaldini: una fonte indica fino a 15 anni con confisca dei beni, mentre altre dettagliano le pene per singola fattispecie (3–8 anni, 5–10 per recidiva, 7–12 durante la legge marziale, 7–12 con confisca per gli organizzatori, 5–10 per i partecipanti).

Contesto

Le dichiarazioni patrimoniali obbligatorie e i controlli integrali sono stati sospesi dopo l'inizio dell'invasione russa su vasta scala nel febbraio 2022. Il 12 ottobre 2023 sono stati reintrodotti per legge, ma con un rinvio della presentazione per alcune categorie di militari e agenti delle forze dell'ordine. Nell'agosto 2026 il governo ha approvato un disegno di legge che propone l'apertura delle dichiarazioni per il personale impegnato in compiti di sicurezza e difesa un anno dopo la fine della legge marziale.

Il 12 agosto la polizia ha comunicato 411 perquisizioni e la chiusura di 94 call center truffaldini con 1.794 postazioni di lavoro attrezzate. NABU e SAP hanno condotto l'operazione «Cartagine» sul presunto «tutelage» di una rete di call center da parte di un funzionario dell'Ufficio del procuratore generale.