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Svizzera, referendum il 27 settembre per ancorare una definizione più stretta di neutralità

Il 27 settembre i cittadini svizzeri voteranno un referendum per inserire in Costituzione una definizione più rigorosa della storica neutralità del Paese. Un sì renderebbe di fatto impossibile per la Svizzera imporre sanzioni alla Russia senza l'approvazione del Consiglio di sicurezza dell'ONU e vieterebbe la cooperazione militare con alleanze come la NATO, salvo casi di attacco o minaccia imminente. I sondaggi indicano che quasi due terzi degli elettori sono contrari all'iniziativa.

Punti chiave

  • Il referendum si svolge domenica 27 settembre
  • Un sì impedirebbe sanzioni contro la Russia senza approvazione del Consiglio di sicurezza ONU, dove Mosca ha diritto di veto
  • Un sì escluderebbe la cooperazione militare con alleanze come la NATO salvo attacco o minaccia imminente alla Svizzera
  • Dal febbraio 2022 il governo svizzero ha in gran parte replicato le sanzioni UE contro Mosca
  • I sondaggi di settembre indicano che quasi due terzi degli elettori svizzeri sono contrari all'iniziativa
  • La Russia ha sostenuto apertamente l'iniziativa per una neutralità più rigorosa
  • A novembre si terrà un secondo voto sull'export di armi verso 25 Paesi prevalentemente occidentali

Perché è importante

Un sì al referendum renderebbe di fatto impossibile per la Svizzera imporre o replicare sanzioni contro la Russia senza l'approvazione del Consiglio di sicurezza dell'ONU, e impedirebbe la cooperazione militare svizzera con alleanze come la NATO al di fuori dei casi di aggressione diretta o minaccia imminente. I sondaggi suggeriscono che circa due terzi degli elecitori svizzeri sono contrari all'iniziativa, ma il fatto che la Russia l'abbia apertamente sostenuta dà al voto un significato geopolitico che va oltre i confini svizzeri. A novembre un secondo voto sulle esportazioni di armi verso 25 Paesi prevalentemente occidentali influenzerà ulteriormente la postura di sicurezza e difesa del Paese.

Che cosa è successo

Domenica 27 settembre gli elecitori svizzeri decideranno in un referendum se ancorare nella Costituzione una definizione più rigorosa della neutralità pluricentenaria del Paese. Un voto favorevole renderebbe di fatto impossibile per la Svizzera imporre sanzioni alla Russia a meno che non siano approvate dal Consiglio di sicurezza dell'ONU, dove Mosca dispone del diritto di veto. Lo stesso esito escluderebbe la cooperazione militare con alleanze come la NATO, salvo nei casi in cui la Svizzera stessa sia oggetto di un attacco o affronti una minaccia imminente. Dal febbraio 2022 il governo svizzero ha in larga misura replicato le sanzioni dell'Unione europea contro Mosca, il che ha provocato reazioni negative tra i sostenitori di un'interpretazione più rigorosa della neutralità. I sondaggi condotti a settembre indicano che quasi due terzi degli elecitori svizzeri si oppongono all'iniziativa. In novembre è previsto un secondo quesito collegato, sull'export di armi verso un gruppo definito di 25 Paesi prevalentemente occidentali.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le testate ucraine sottolineano che il referendum potrebbe rendere impossibili le sanzioni contro la Russia — e per estensione le sanzioni allineate all'UE — inquadrando l'iniziativa come una potenziale minaccia alla pressione sanzionatoria su Mosca. Il taglio privilegia le conseguenze sulla politica sanzionatoria legata alla Russia piuttosto che il più ampio dibattito interno svizzero sulla neutralità.

Come la raccontano le fonti internazionali

Ilateriale internazionale inquadra il voto in un contesto più ampio: la tradizione secolare di neutralità svizzera, i limiti alla cooperazione con la NATO, i sondaggi che indicano un probabile rigetto dell'iniziativa e il sostegno aperto della Russia alla proposta. Si tratta quindi la consultazione come una domanda sul significato della neutralità più che come una mera questione di sanzioni contro la Russia, e la si collega al successivo voto di novembre sull'export di armi.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sottilmente sulle evidenze dei sondaggi: un dato riporta che i sondaggi di settembre mostrano quasi due terzi contrari all'iniziativa, mentre un altro segnala che due precedenti rilevazioni indicavano un probabile rigetto. La differenza suggerisce una distinzione tra i sondaggi più recenti di settembre e le rilevazioni precedenti.

Contesto

La Svizzera ha una tradizione di neutralità secolare. Dal febbraio 2022 il governo svizzero ha in larga misura replicato le sanzioni dell'UE contro Mosca, scatenando critiche da parte dei sostenitori di un'interpretazione più rigorosa della neutralità. Il professore di politica europea Fabio Wasserfallen ha inquadrato il voto come una questione sul significato della neutralità piuttosto che sulla sua conservazione. Il governo svizzero ha inoltre adottato una "Strategia di politica di sicurezza 2026" che prevede misure per rafforzare la difesa del Paese e la cooperazione con Stati partner.