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Svizzera: respinta al referendum l'iniziativa per un neutralità «eterna e armata»

Il 27 settembre gli elettori svizzeri hanno respinto con il 70,15% di voti contrari un'iniziativa popolare sostenuta dall'SVP che avrebbe iscritto nella Costituzione il principio di neutralità «eterna e armata», vietando l'adesione ad alleanze militari e l'adozione di sanzioni non approvate dall'ONU. Il risultato, sostenuto da governo, parlamento e tutte le principali forze politiche salvo l'SVP, mantiene la flessibilità del governo bernese nell'applicare la neutralità, inclusa la possibilità di aderire alle sanzioni UE contro la Russia.

Punti chiave

  • Referendum in Svizzera il 27 settembre su un'iniziativa per irrigidire la neutralità.
  • Il 70,15% degli elettori ha votato contro, il 29,85% a favore; nessuno dei 26 cantoni ha sostenuto l'iniziativa.
  • L'iniziativa, proposta dall'SVP (destra), voleva vietare l'adesione ad alleanze militari e le sanzioni non approvate dall'ONU.
  • Il promotore di spicco, l'ex consigliere federale Christoph Blocher, ha investito circa 2 milioni di franchi nella campagna.
  • Mosca ha invitato pubblicamente gli svizzeri a votare a favore.
  • L'iniziativa era una reazione alla decisione del febbraio 2022 di aderire alle sanzioni UE contro la Russia dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina.
  • Il risultato non equivale a una rinuncia alla neutralità e lascia al governo la facoltà di continuare ad applicare le sanzioni UE contro la Russia.

Perché è importante

La bocciatura dell'iniziativa preserva la capacità della Svizzera di aderire alle sanzioni UE contro la Russia, elemento chiave della pressione occidentale su Mosca, nonostante l'invito pubblico di Mosca a sostenere il testo e gli oltre 2 milioni di franchi investiti nella campagna dal suo principale promotore. Il voto conferma che il modello di neutralità flessibile — e non un suo irrigidimento costituzionale — resta il consenso politico del Paese, con tutte le principali forze politiche contrarie alla modifica salvo l'SVP, lasciando aperta la porta a futuri allineamenti con le politiche sanzionatorie e di difesa occidentali.

Che cosa è successo

Il 27 settembre gli svizzeri sono stati chiamati al voto su un'iniziativa popolare sostenuta dal partito di destra UDC/SVP che chiedeva di iscrivere nella Costituzione il principio di neutralità «eterna e armata», vietando a Berna l'adesione ad alleanze militari — come la NATO — e l'imposizione di sanzioni non autorizzate dal Consiglio di sicurezza dell'ONU (con eccezione per le sanzioni ONU e le misure anti-elusione). L'iniziativa era una reazione alla scelta, fatta dal governo elvetico nel febbraio 2022, di allinearsi alle sanzioni UE contro la Russia dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina. Secondo i risultati ufficiali pubblicati dal Consiglio federale, il 70,15% degli elettori ha votato contro e il 29,85% a favore; nessuno dei 26 cantoni ha sostenuto la proposta. Il governo, le due camere del parlamento e tutte le principali forze politiche svizzere, ad eccezione dell'SVP, si erano schierati contro l'iniziativa. Tra i principali promotori figurava l'ex consigliere federale Christoph Blocher, che ha investito circa 2 milioni di franchi nella campagna. Il voto non significa un abbandono della neutralità, ma lascia al governo la flessibilità di applicare il principio caso per caso, inclusa la partecipazione alle sanzioni UE contro Mosca.

Contesto

La neutralità armata permanente della Svizzera è riconosciuta a livello internazionale dal 1815, dopo le guerre napoleoniche, ed è iscritta nella Costituzione elvetica dal 1848. L'iniziativa era stata lanciata dall'SVP in risposta alla decisione del febbraio 2022 di aderire alle sanzioni UE contro la Russia dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina. Un sondaggio SRG di inizio settembre aveva già mostrato l'opposizione al 63% e il sostegno al 34%. In agosto la Svizzera aveva ampliato le sanzioni contro Mosca, aggiungendo nove persone e 45 aziende alle liste, e nel 2022 aveva congelato asset russi per circa 5,75 miliardi di franchi. A giugno gli elettori avevano bocciato anche un'altra iniziativa dell'SVP per limitare a 10 milioni la popolazione del Paese. Un ulteriore referendum è in calendario a novembre su un'iniziativa dei partiti di sinistra contro l'allentamento della legge sui materiali bellici.