Pentagon: contratto preliminare da 20,7 miliardi di dollari con Raytheon per accelerare la produzione di missili AMRAAM
Il Dipartimento della Difesa USA ha raggiunto un accordo preliminare con Raytheon, divisione di RTX, per un contratto pluriennale da 20,7 miliardi di dollari destinato ad accelerare la produzione di missili AMRAAM. L'intesa rientra nello sforzo più ampio di ricostituire le scorte americane di munizioni, ridotte dai trasferimenti agli alleati e dalle operazioni militari in Medio Oriente e in Ucraina. I missili AMRAAM equipaggiano sia i caccia sia il sistema di difesa aerea NASAMS, in servizio in oltre dieci Paesi tra cui l'Ucraina.
Punti chiave
- Accordo preliminare tra Pentagono e Raytheon (RTX) per 20,7 miliardi di dollari per accelerare la produzione di missili AMRAAM
- Gli AMRAAM sono usati dai caccia e dal sistema di difesa aerea NASAMS, impiegato da oltre dieci Paesi tra cui Ucraina, Oman e Qatar
- RTX ha quasi raddoppiato la produzione di AMRAAM nel 2025 rispetto all'anno precedente e punta a raggiungere almeno 1.900 missili l'anno
- L'intesa fa parte della politica dell'amministrazione Trump che privilegia la produzione di armi rispetto ai ritorni per gli azionisti ed è inserita nell'iniziativa Pentagono "Arsenal of Freedom"
- L'estate scorsa il Pentagono ha firmato un contratto separato da 58,6 miliardi di dollari con Lockheed Martin per intercettori Patriot, con programma di acquisto settennale fino al 2032
- Stime CSIS: meno di 1.000 intercettori Patriot e meno di 250 THAAD rimasti in servizio, contro i 2.200 Patriot e 452 THAAD pre-guerra
- I rappresentanti dell'industria avvertono che il Congresso non ha ancora stanziato i fondi necessari per coprire gli impegni pluriennali
Perché è importante
I missili AMRAAM sono una munizione centrale sia per i caccia sia per il sistema NASAMS, che protegge l'area di Washington ed è in servizio in oltre dieci Paesi, Ucraina inclusa. Il contratto si inserisce nella spinta dell'amministrazione Trump a dare priorità alla produzione di armi rispetto ai ritorni per gli azionieri e nell'iniziativa "Arsenal of Freedom" del Pentagono, in un contesto di preoccupazione per le scorse americane ridotte. RTX ha già quasi raddoppiato la produzione nel 2025 e punta a raggiungere almeno 1.900 missili l'anno, ma gli operatori del settore segnalano che il Congresso non ha ancora stanziato i fondi necessari a sostenere gli impegni pluriennali.
Che cosa è successo
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha raggiunto un accordo preliminare con Raytheon, divisione di RTX, per un contratto pluriennale del valore di 20,7 miliardi di dollari destinato ad accelerare la produzione di missili AMRAAM. L'intesa è pensata per ricostituire le scorte americane erose dai trasferimenti agli alleati — tra cui l'Ucraina — e dalle operazioni militari condotte direttamente dagli USA. I missili AMRAAM equipaggiano i caccia in combattimenti aria-aria e costituiscono il munizionamento del sistema di difesa aerea NASAMS, impiegato nell'area di Washington e da oltre dieci Paesi tra cui Ucraina, Oman e Qatar. RTX ha comunicato di aver quasi raddoppiato la produzione di AMRAAM nel 2025 rispetto all'anno precedente e di puntare a un obiettivo annuo di almeno 1.900 missili. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha smentito le indiscrezioni dei media secondo cui le forze armate USA starebbero esaurendo le scorte di missili chiave. L'accordo si colloca in una serie più ampia di contratti firmati dal Pentagono per spingere i produttori a incrementare i volumi produttivi.
Come la raccontano le fonti ucraine
Le fonti in lingua ucraina leggono l'intesa principalmente attraverso la lente del ripristino delle scorte americane ridotte dalla guerra in Ucraina e dalle forniture agli alleati, e sottolineano il fatto che l'Ucraina è uno dei più di dieci Paesi che operano il sistema NASAMS basato sui missili AMRAAM. Per Kiev il contratto è rilevante perché riguarda un munizionamento impiegato concretamente in difesa del proprio spazio aereo.
Contesto
Nel luglio scorso il Pentagono aveva firmato un contratto separato da 58,6 miliardi di dollari con Lockheed Martin per intercettori Patriot, articolato in sette anni di acquisti fino all'anno fiscale 2032. Prima della guerra gli arsenali USA disponevano di circa 2.200 missili Patriot di ultima generazione e 452 intercettori THAAD; il CSIS stima oggi meno di 1.000 Patriot e meno di 250 THAAD ancora disponibili. Il Pentagono ha inoltre concluso intese con Lockheed Martin e Northrop Grumman per oltre 3 miliardi di dollari volte ad aumentare la produzione di componenti per Patriot e THAAD, con l'obiettivo di triplicare l'output dei Patriot e quadruplicare quello dei THAAD.