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Putin torna al tavolo negoziale solo in cambio del Donbas restante sotto controllo ucraino

Secondo quanto riportato, il presidente russo Vladimir Putin riprenderebbe i colloqui di pace sull'Ucraina solo ottenendo le parti del Donbas ancora sotto controllo ucraino, stimate da una fonte vicina al Cremlino intorno all'11% della regione. Gli inviati speciali di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, avrebbero comunicato questa posizione a funzionari ucraini durante negoziati a Miami. Gli Stati Uniti sperano che un'intesa sul diesel russo e una possibile sospensione degli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe riportino Mosca al tavolo. L'Ucraina ribadisce la propria intenzione di preservare l'integrità territoriale.

Punti chiave

  • Putin accetterebbe di riprendere i colloqui di pace solo ricevendo le parti del Donbas ancora sotto controllo ucraino
  • Una fonte vicina al Cremlino stima queste aree intorno all'11% del Donbas
  • Gli inviati speciali di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner hanno comunicato la posizione a funzionari ucraini a Miami
  • Gli USA puntano su un'intesa sul diesel russo e su una sospensione degli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe per riportare Mosca al tavolo
  • La strategia USA prevede che, dopo concessioni ucraine, Washington chieda passi reciproci a Mosca
  • Il 9 ottobre Trump ha annunciato un accordo con Putin sulle esportazioni di diesel russo, definito da Zelensky "ingiusto e disonesto"
  • L'Ucraina insiste sul mantenimento dell'integrità territoriale e rifiuta le richieste russe di cessione del Donbas

Perché è importante

La vicenda collega un'intesa energetica tra Stati Uniti e Russia all'andamento dei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina. Rivela la precondizione che Mosca porrebbe per tornare a trattare: ottenere i restanti territori ucraini del Donbas da presentare come successo interno. Mette in luce una strategia americana in cui le concessioni ucraine sarebbero seguite da richieste reciproche a Mosca, e amplifica la frattura transatlantica provocata dal deal sul diesel.

Che cosa è successo

Secondo quanto riportato, il presidente russo Vladimir Putin riprenderebbe i colloqui di pace con l'Ucraina solo a condizione di ottenere le parti del Donbas ancora sotto controllo militare ucraino. Una fonte vicina al Cremlino ha indicato in circa l'11% della regione l'area residua, la cui conquista permetterebbe a Mosca di presentare un eventuale accordo come una vittoria alla propria opinione pubblica. La posizione sarebbe stata trasmessa a funzionari ucraini dagli inviati speciali di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, durante un round negoziale a Miami. Gli Stati Uniti sperano che un'intesa sulle forniture di diesel russo ai mercati americani e mondiali — annunciata da Trump il 9 ottobre dopo una conversazione con Putin — e una possibile cessazione degli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe contribuiscano a riportare Mosca al tavolo. La strategia americana, stando al reporting, prevede che dopo le concessioni ucraine Washington chieda passi reciproci alla Russia. Mosca non ha però ancora accettato termini specifici di un'intesa di pace. L'Ucraina ribadisce la propria posizione di integrità territoriale e il rifiuto di cedere i territori del Donbas ancora sotto il proprio controllo.

Come la raccontano le fonti ucraine

La testata ucraina che ha diffuso la notizia la presenta come un report di Reuters, dando rilievo all'accordo Trump-Putin sul diesel russo e all'indignazione che ha suscitato. Al centro del racconto c'è la reazione di Zelensky, che ha definito la revoca unilaterale delle sanzioni e l'autorizzazione alle esportazioni di diesel russo come una mossa "ingiusta e disonesta", contrapposta alla precondizione russa sul Donbas. L'insistenza ucraina sull'integrità territoriale è il contrappeso con cui il media inquadra le richieste di Mosca.

Dove le versioni divergono

Le fonti riportano due cornici diverse su ciò che riporterebbe Putin al tavolo. Da un lato, la precondizione russa attribuita a una fonte vicina al Cremlino: ottenere le restanti parti del Donbas sotto controllo ucraino. Dall'altro, la lettura americana secondo cui l'intesa sul diesel russo e un freno agli attacchi ucraini sulle infrastrutture energetiche russe favorirebbero la ripresa dei negoziati. Si tratta di due descrizioni non necessariamente contraddittorie — Mosca potrebbe considerare il deal sul diesel come un preludio — ma pongono l'accento su leve diverse: territoriale per Mosca, energetica e militare per Washington.

Contesto

Il 9 ottobre il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato di aver parlato con il capo del Cremlino Vladimir Putin e di aver raggiunto un accordo sulle esportazioni di diesel russo verso i mercati americano e mondiale. L'iniziativa ha provocato indignazione in Ucraina e nelle capitali europee, con il presidente Volodymyr Zelensky che l'ha definita pubblicamente "ingiusta e disonesta". Sul piano territoriale, l'Ucraina ha più volte respinto le richieste russe di cessione delle aree del Donbas ancora sotto il proprio controllo, ribadendo il principio di integrità territoriale.