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Witkoff da Putin a San Pietroburgo: Mosca pronta a riprendere i colloqui trilaterali a metà novembre

L'inviato speciale americano Steve Witkoff ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin al Palazzo Konstantinovsky di San Pietroburgo il 21 ottobre, dopo aver discusso a Oslo il 20 ottobre con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader norvegesi e finlandesi. La riunione, durata circa tre ore, si è aperta con l'annuncio del rilascio dell'americano Stephen Hubbard, detenuto in Russia da oltre quattro anni. Witkoff ha definito i colloqui di Oslo «produttivi» e ha detto che esistono le basi per un cessate il fuoco; il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha affermato che Mosca è «in linea di principio pronta» a riprendere i negoziati trilaterali nella seconda decade di novembre. Witkoff ha anche definito Putin un «umanista», scatenando critiche bipartisan a Washington.

Punti chiave

  • Witkoff ha incontrato Putin al Palazzo Konstantinovsky di San Pietroburgo il 21 ottobre; l'incontro è durato circa tre ore.
  • Ushakov ha detto che Mosca è «in linea di principio pronta» a riprendere i colloqui trilaterali USA-Ucraina-Russia nella seconda decade di novembre.
  • Witkoff ha consegnato a Putin i documenti elaborati a Oslo e ha dichiarato che esistono basi per un cessate il fuoco.
  • La riunione si è aperta con l'annuncio del rilascio dell'americano Stephen Hubbard, 74enne, detenuto in Russia da oltre quattro anni con l'accusa di mercenariato.
  • A Oslo il 20 ottobre, Zelensky, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, il presidente finlandese Alexander Stubb, Witkoff e Jared Kushner (in videoconferenza) hanno discusso garanzie di sicurezza, ricostruzione postbellica, questioni territoriali e sanzioni.
  • Zelensky ha detto di essere pronto ad accettare un'intesa che congeli il fronte lungo le linee attuali e a chiedere poi garanzie di sicurezza a Stati Uniti ed Europa.
  • Witkoff ha definito Putin «umanista», ottenendo critiche dai senatori repubblicani Tom Tillis e John Cornyn e dal deputato Don Bacon.

Perché è importante

L'incontro riavvia un percorso negoziale trilaterale che era in stallo e fissa un possibile nuovo round nella seconda decade di novembre, dando una scadenza concreta ai colloqui di pace. La riunione di Oslo ha allargato la partecipazione a Norvegia, Finlandia, UE, Francia, Regno Unito, Germania, Italia e probabilmente Polonia, assicurando agli europei un posto al tavolo prima di qualsiasi formato trilaterale. L'epiteto «umanista» usato da Witkoff per Putin ha provocato critiche bipartisan a Washington, mostrando fratture interne sulla linea da tenere con Mosca. Infine, l'apertura della riunione con il rilascio dell'americano Stephen Hubbard è la prima liberazione pubblicamente associata al nuovo percorso diplomatico.

Che cosa è successo

Il 20 ottobre a Oslo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato l'inviato speciale americano Steve Witkoff insieme al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, al presidente finlandese Alexander Stubb e a Jared Kushner (in videoconferenza), con la partecipazione di rappresentanti di UE, Francia, Regno Unito, Germania e Italia. I temi principali sono stati garanzie di sicurezza per l'Ucraina, ricostruzione postbellica, questioni territoriali e sanzioni. Il giorno dopo Witkoff è arrivato all'aeroporto di Pulkovo accolto dal rappresentante speciale di Putin Kirill Dmitriev e si è recato al Palazzo Konstantinovsky per circa tre ore di colloqui con Putin, alla presenza di Dmitriev e dell'aiutante del Cremlino Yuri Ushakov. La riunione si è aperta con l'annuncio del rilascio dell'insegnante americano Stephen Hubbard, 74 anni, detenuto in Russia da oltre quattro anni. Witkoff ha consegnato a Putin i documenti elaborati a Oslo e ha detto di vedere basi per un cessate il fuoco, definendo Putin «umanista». Ushakov ha detto che Mosca è pronta in linea di principio a riprendere i colloqui trilaterali nella seconda decade di novembre e che le nuove proposte europee e ucraine contengono «poco di valore». Witkoff ha poi annunciato che il lavoro proseguirà in formato trilaterale a livello tecnico.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le testate ucraine sottolineano la disponibilità di Zelensky a congelare il fronte sulle posizioni attuali come passo realistico verso un cessate il fuoco, chiedendo però garanzie di sicurezza comparabili all'articolo 5 del Trattato atlantico e il coinvolgimento dell'Europa. I resoconti citano analisti come Volodymyr Fesenko e Vadym Denysenko, scettici su una svolta dato che dal Cremlino non emergono segnali di vera disponibilità al compromesso. Ampio risalto viene dato al commento di Witkoff su Putin e alle critiche dei senatori repubblicani Tom Tillis e John Cornyn e del deputato Don Bacon, presentate come una reprimenda interna degli Stati Uniti al proprio inviato.

Come la raccontano le fonti internazionali

Le testate internazionali mettono in primo piano il tono costruttivo di Witkoff e il rilascio di Hubbard come gesto di fiducia, insieme al «progresso reale» annunciato da Stubb e alla descrizione «positiva» data da Rubio. La richiesta di Kushner, collegato in videoconferenza, di interrompere gli attacchi ucraini alle raffinerie russe riceve ampia attenzione. Le voci russe arrivano soprattutto tramite Ushakov: Mosca pronta a riprendere i colloqui trilaterali attorno al 10 novembre, con focus su un'architettura di sicurezza postbellica. Il «Putin umanista» viene generalmente trattato come formula di cortesia diplomatica, mentre AP e Reuters citano apertamente le critiche repubblicane.

Dove le versioni divergono

Le fonti divergono sulla valutazione dei contenuti portati da Witkoff a Putin: Ushakov li ha descritti come contenenti «poco di valore», mentre funzionari americani citati da Axios hanno parlato di «progressi significativi» e di una possibile strada verso negoziati trilaterali diretti. Fonti diverse indicano durate differenti per l'incontro al Palazzo Konstantinovsky, anche se la maggior parte, compresa quella di Ushakov, ne parla come di circa tre ore.

Contesto

La Russia ha lanciato l'invasione su larga scala dell'Ucraina nel febbraio 2022, la guerra che i colloqui mirano a concludere. Nei mesi precedenti l'amministrazione Trump ha facilitato un accordo per l'esportazione di diesel russo e allentato sanzioni, mentre sono state segnalate restrizioni all'uso di Starlink in Ucraina. I colloqui trilaterali si erano interrotti a febbraio dopo diversi round a Ginevra e Abu Dhabi.