Repubblica Ceca: esposta rete europea della propaganda russa "Rybar"
Giornalisti investigativi cechi di Seznam Zprávy hanno smascherato a Praga una rete europea del centro di propaganda russo "Rybar", i cui operatori giravano per l'area Schengen spacciandosi per documentaristi per produrre materiali che promuovessero le narrazioni del Cremlino sul "declino dell'Europa". La polizia ceca ha fermato e interrogato i propagandisti Vitaly Chashchikhin e Igor Dolmatov, ordinando loro di lasciare il Paese entro tre giorni.
Punti chiave
- Seznam Zprávy ha smascherato a Praga operatori della rete di propaganda russa "Rybar"
- I propagandisti, con permessi di soggiorno UE (anche in Germania), si spostavano nell'area Schengen spacciandosi per documentaristi
- Tentavano di intervistare esperti e politici locali per dare un'illusione di obiettività e diffondere narrazioni del Cremlino sul "declino dell'Europa"
- La polizia ceca ha fermato e interrogato Vitaly Chashchikhin e Igor Dolmatov, ordinando loro di lasciare il Paese in tre giorni
- Chashchikhin ha dichiarato a una telecamera nascosta di lavorare per "Rybar"; davanti alla polizia ha poi sostenuto di lavorare per "Izvestia"
- Il produttore dell'operazione è stato identificato in Boris Dvorkin, collegato a un fondo guidato da Sergei Naryshkin, capo dei servizi segreti esteri russi
- Regno Unito e UE avevano già sanzionato il progetto "Rybar", il suo leader Mykhailo Zvinchuk e altri dieci partecipanti
Perché è importante
Il caso rivela l'impronta operativa e i metodi di una rete di propaganda russa all'interno di Stati membri dell'UE, mostrando come l'operazione sfruttasse la libera circolazione Schengen e i permessi di soggiorno UE. Conferma inoltre le sanzioni già imposte da Regno Unito e UE al progetto Rybar e al suo personale, e segnala attività simili pianificate o in corso in numerosi Paesi europei.
Che cosa è successo
Giornalisti investigativi cechi di Seznam Zprávy hanno individuato nel centro di Praga una troupe russa legata al progetto di propaganda "Rybar". Durante una conversazione registrata con telecamera nascosta, Vitaly Chashchikhin ha confermato di lavorare per "Rybar"; quando i giornalisti si sono presentati, ha abbandonato la scena. La polizia ceca ha poi fermato e interrogato Chashchikhin e Igor Dolmatov, ordinando loro di lasciare il Paese entro tre giorni. Durante l'interrogatorio i due hanno cercato di convincere gli inquirenti di lavorare per la testata russa sanzionata "Izvestia".
Dopo l'ordine di lasciare la Repubblica Ceca, Chashchikhin è rientrato in Germania, dove vive da oltre dieci anni e dove possiede un permesso di soggiorno permanente. Le forze dell'ordine ceche hanno informato i colleghi tedeschi delle sue attività, e le autorità doganali e la procura tedesche stanno verificando possibili violazioni delle sanzioni UE da parte di Chashchikhin, che secondo il Centro ucraino per la lotta alla disinformazione realizza regolarmente reportage per i media russi dalla Germania.
Come la raccontano le fonti ucraine
La vicenda è stata riportata dal Centro per la lotta alla disinformazione (ЦПД) presso il Consiglio di sicurezza nazionale e difesa dell'Ucraina, che ha citato Ukrinform e Telegram. Il capo dell'Ufficio del Presidente Kyrylo Budanov, intervenendo al Forum sull'influenza cognitiva e la resilienza, ha sottolineato che la Russia destina risorse enormi alla propaganda e alla manipolazione, ma che l'Ucraina dispone di tutte le capacità per contrastare il nemico sul fronte informativo. L'inquadratura ucraina lega dunque l'episodio a una più ampia strategia di difesa informativa del Paese.
Contesto
Regno Unito e UE avevano in precedenza sanzionato il progetto mediatico "Rybar", il suo leader Mykhailo Zvinchuk e altri dieci partecipanti, per interferenze elettorali in vari Paesi e per la diffusione di narrazioni anti-ucraine. Il produttore moscovita dell'operazione è stato identificato in Boris Dvorkin, collegato a un fondo guidato da Sergei Naryshkin, capo dei servizi segreti esteri russi. "Rybar" aveva pianificato o già condotto riprese simili in Repubblica Ceca, Germania, Austria, Slovacchia, Serbia, Francia e altri Paesi.