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Droni russi colpiscono l'Accademia delle scienze ucraina a Kiev: almeno due morti e forti condanne internazionali

Il 28 settembre un drone russo a reazione ha colpito l'edificio del Presidium dell'Accademia nazionale delle scienze dell'Ucraina nel centro storico di Kiev, provocando un grande incendio. Le autorità ucraine hanno riferito di almeno due morti — tra cui l'assistente del vicepresidente dell'Accademia, Nataliia Bukalo — e di feriti, alcuni dei quali bambini. L'attacco ha suscitato condanne da parte dei leader europei, del Consiglio d'Europa e del ministero degli Esteri tedesco, mentre il ministro degli Esteri ucraino ha chiesto all'UNESCO di togliere alla Russia i diritti di voto e di eleggibilità negli organi direttivi.

Punti chiave

  • Il 28 settembre un drone russo ha colpito l'edificio del Presidium dell'Accademia nazionale delle scienze dell'Ucraina in via Volodymyrska 54, nel quartiere Shevchenkivskyj di Kiev, intorno alle 13:30.
  • Il sindaco di Kiev Vitalij Klyčko ha inizialmente riferito di una donna uccisa e tre feriti; il bilancio è poi salito a due morti e fino a sette feriti, tra cui bambini, secondo le autorità ucraine.
  • Tra le vittime Nataliia Bukalo, assistente personale dell'ex segretario del Consiglio di sicurezza e difesa e vicepresidente dell'Accademia Volodymyr Horbulin, rimasto leggermente ferito.
  • L'edificio, risalente agli anni 1850 (ex Pensione della contessa Levašova) e sede dell'Accademia dal 1918-1919, è stato in parte distrutto: bruciati il secondo e il terzo piano.
  • Il ministro degli Esteri Andrij Sybiha ha chiesto all'UNESCO di privare la Russia dei diritti di voto e di eleggibilità negli organi direttivi dell'organizzazione.
  • I presidenti della Commissione europea Ursula von der Leyen e della Francia Emmanuel Macron, il segretario generale del Consiglio d'Europa Alain Berset, la presidente moldava Maia Sandu e il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna hanno condannato l'attacco.
  • Secondo il ministro degli Esteri tedesco, l'edificio colpito si trova nelle immediate vicinanze dell'ambasciata tedesca; l'ambasciatrice UE Kateryna Maternova ha riferito che il drone ha colpito a circa 200 metri dalla Delegazione UE.

Perché è importante

L'attacco ha colpito una delle principali istituzioni scientifiche ucraine — l'Accademia nazionale delle scienze, fondata nel 1918 — in pieno centro storico di Kiev, in un edificio storico degli anni 1850 situato a poche centinaia di metri dalle ambasciate di Germania e UE. L'episodio ha provocato una raffica di condanne ufficiali da parte di governi e istituzioni europee, e ha spinto il ministro degli Esteri ucraino a chiedere all'UNESCO di sospendere i diritti di voto della Russia. Si inserisce inoltre in una più ampia ondata di raid con droni russi sulla capitale e su altre città ucraine, con oltre 120 droni lanciati nella sola giornata del 28 settembre.

Che cosa è successo

Il 28 settembre un drone russo a reazione ha colpito verso le 13:30 l'edificio del Presidium dell'Accademia nazionale delle scienze dell'Ucraina, in via Volodymyrska 54, nel quartiere Shevchenkivskyj di Kiev. L'impatto ha provocato un vasto incendio e la parziale distruzione del secondo e del terzo piano dell'edificio di tre piani. Il sindaco di Kiev Vitalij Klyčko ha inizialmente riferito di una donna uccisa e tre feriti; il bilancio è poi salito a due morti — tra cui Nataliia Bukalo, assistente personale del vicepresidente dell'Accademia ed ex segretario del Consiglio di sicurezza e difesa Volodymyr Horbulin, rimasto lui stesso leggermente ferito — e fino a sette feriti, tra cui tre bambini secondo quanto riportato dal presidente Zelenskyj. Alcuni dipendenti dell'Accademia risultavano irreperibili nelle ore successive all'attacco. Le operazioni di soccorso hanno visto impegnati circa 25 mezzi e 100 soccorritori, con l'evacuazione di due persone dalle finestre del terzo piano tramite scale; l'incendio è stato poi domato in serata. Nella stessa giornata di raid, un altro drone russo ha colpito un edificio amministrativo di sette piani nello stesso quartiere, danneggiando la clinica Dobrobut e ferendo sette od otto persone, sei delle quali dipendenti della struttura. Zelenskyj ha promesso una risposta ucraina, mentre il ministro degli Esteri Sybiha ha chiesto all'UNESCO di privare la Russia dei diritti di voto e di eleggibilità negli organi direttivi. Sono giunte condanne dal presidente francese Macron, dalla presidente della Commissione europea von der Leyen, dal segretario generale del Consiglio d'Europa Berset, dalla presidente moldava Sandu, dal ministro degli Esteri estone Tsahkna e dal ministero degli Esteri tedesco, che ha rilevato la vicinanza dell'edificio all'ambasciata tedesca. L'ambasciatrice UE Maternova ha riferito che il drone ha colpito a circa 200 metri dalla Delegazione UE.

Come la raccontano le fonti ucraine

Le fonti ucraine hanno dato risalto ai dettagli operativi del raid — l'ora dell'impatto (circa le 13:30), la parziale distruzione del secondo e terzo piano, l'impiego di circa 25 mezzi e 100 soccorritori, e la successiva localizzazione dell'incendio da parte del Servizio statale per le emergenze. Le voci istituzionali ucraine hanno dominato la copertura: il presidente Zelenskyj, che ha promesso una risposta e chiesto ai partner internazionali più pressione sulla Russia; il ministro degli Esteri Sybiha, che ha chiesto all'UNESCO di privare la Russia dei diritti di voto; il ministro dell'Istruzione Butenko e il viceministro Kurbatov, che hanno chiesto alla comunità scientifica internazionale di isolare le istituzioni russe. I media ucraini hanno sottolineato il valore storico e simbolico dell'edificio, costruito negli anni 1850 come Pensione della contessa Levašova e sede dell'Accademia dal 1918-1919, e hanno rievocato il parallelo con il bombardamento bolscevico dello stesso stabile nel gennaio 1918 sotto Murav'ëv. La copertura ha inquadrato il raid come parte di una più ampia ondata di attacchi che ha colpito nella stessa giornata la clinica Dobrobut, una società farmaceutica, distributori di benzina, un impianto di Ukrtelecom e un centro direzionale a Dnipro; Zelenskyj ha citato circa 120 droni (90 a reazione) e 9 morti e oltre 80 feriti in tutta l'Ucraina nella giornata.

Come la raccontano le fonti internazionali

La copertura internazionale disponibile, in lingua tedesca, inglese e azera, ha inquadrato il raid soprattutto come un attacco a un'istituzione accademica storica nel centro di Kiev e come un episodio che ha coinvolto da vicino sedi diplomatiche. Il ministero degli Esteri tedesco ha sottolineato la vicinanza dell'edificio all'ambasciata tedesca; l'agenzia azera in lingua inglese ha messo in risalto la morte di due accademici. Le testate in lingua inglese hanno privilegiato l'angolo umano e patrimoniale — con titoli incentrati sulla gente in fuga dall'edificio storico — piuttosto che quello militare o politico. Le condanne dei leader europei (Macron, von der Leyen, Berset, Sandu, Tsahkna), spesso riprese attraverso media ucraini e tedeschi, hanno sintetizzato la linea europea con la frase «la scienza è diventata un bersaglio per la Russia» e hanno invocato una maggiore pressione internazionale. La conferma del ministro della Difesa polacco Kosiniak-Kamysz che un drone russo a reazione è caduto a circa 2 km dal valico di Dorohusk-Jahodyn sul lato ucraino, senza violazione dello spazio aereo polacco, è stata evidenziata dai media internazionali come un segnale di allarme per la possibile estensione del conflitto oltre i confini ucraini.

Dove le versioni divergono

I bilancio delle vittime del raid sull'Accademia sono variati nel corso della giornata: le prime informazioni del sindaco Klyčko e dell'amministrazione militare di Kiev (KMVA) parlavano di una donna uccisa e tre feriti; i numeri sono poi saliti a 4-5 feriti, e il presidente Zelenskyj ha successivamente indicato un morto e sei feriti, di cui tre bambini. Il Servizio statale per le emergenze (DSNS) ha riferito di un morto e sette feriti. Una seconda vittima — l'assistente Nataliia Bukalo — è stata identificata nel corso delle operazioni di rimozione delle macerie, portando il bilancio complessivo a due morti.

L'identità delle vittime è stata oggetto di un'altra divergenza: il commissario per la protezione della lingua di Stato e il presidente dell'Accademia Anatolij Zahorodnyj hanno dichiarato che due accademici erano stati uccisi, ma il servizio stampa dell'Accademia non ha confermato questa versione, limitandosi a confermare la morte dell'assistente di Horbulin.

Anche il bilancio complessivo dei feriti a Kiev il 28 settembre è variato: Klyčko è passato da 14 a 19 a 24 feriti, di cui tre bambini, con sei ricoverati tra cui due bambini.

A livello nazionale, Zelenskyj ha citato 9 morti e oltre 80 feriti in tutta l'Ucraina il 28 settembre; il totale dei droni lanciati è stato indicato in 124 (di cui 86 a reazione) dalla Forza aerea e in «circa 120, di cui 90 a reazione» dallo stesso Zelenskyj.

Infine, il numero dei feriti nella clinica Dobrobut, colpita da un raid separato nello stesso quartiere, è oscillato tra sette e otto, di cui sei dipendenti della struttura.

Contesto

L'Accademia nazionale delle scienze dell'Ucraina (NANU) è stata fondata a Kiev il 27 novembre 1918 dall'omino Pavlo Skoropads'kyj; il suo primo presidente fu lo scienziato Volodymyr Vernads'kyj. L'edificio del Presidium in via Volodymyrska 54, dove ha sede l'Accademia dal 1918-1919, risale agli anni 1850 — era originariamente la Pensione della contessa Levašova — ed è situato nel centro storico di Kiev, vicino alle stazioni della metropolitana Teatral'na e Zoloti Vorota e a poche centinaia di metri dalle ambasciate di Germania e dalla Delegazione UE. Lo stesso edificio era già stato colpito nel gennaio 1918 dal fuoco delle forze bolsceviche russe sotto Murav'ëv. Il 28 settembre, secondo la Forza aerea ucraina, la Russia ha lanciato un'ondata massiccia di droni sull'Ucraina, con 124 UAV d'attacco (di cui 86 a reazione) tra le 06:30 e le 18:30, diretti principalmente contro la regione di Kiev.